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Alla scoperta di Modena: tra motori e sapori
Antica sede universitaria ed arcivescovile, nonchè capitale per diversi secoli del Ducato degli Este, Modena si colloca all'interno di un panorama storico culturale, enogastronomico ed aziendale di altissimo livello. Scopriamola insieme...
Accanto a Bologna e Reggio Emilia, la città di Modena è la punta di eccellenza nel campo della motoristica, con una grande varietà di produzioni: si spazia dalle automobili sportive alle macchine agricole, dai motocicli alle macchine movimento-terra, dalle
pompe alternative agli accessori e componenti oleodinamici. Fra le suddette attività, spesso alleate con gruppi internazionali di rilievo, spicca la rinomata casa automobilistica Ferrari, dal nome del suo fondatore Enzo Ferrari (1898-1988), che ne aveva stabilito sede e radici a Modena, prima di sbarcare a Maranello nel 1943. Nel dopoguerra l'azienda comincia a produrre i primi modelli da corsa, destinati poi negli anni a conquistare innumerevoli titoli mondiali nelle massime competizioni automobilistiche e raggiungere traguardi che hanno fatto di un nome un mito.
In primo piano per quanto riguarda l'arte culinaria, Modena si colloca al centro di una fortunata zona della Pianura Padana, produttrice del più famoso formaggio emiliano, considerato il migliore al mondo...il Parmigiano Reggiano. Ad illustrare i caratteri della cucina modenese, inoltre, sono il Prosciutto di Modena, analogo al Prosciutto di Parma: tra le varianti ricordiamo che il primo riceve il cosiddetto "bacio del Cimone", la brezza che spira dal monte omonimo dove i modenesi mandano a stagionare il prosciutto. Due piatti tipici della stagione invernale, ma gustabili per buona parte dell'anno nelle trattorie modenesi, sono lo "zampone", lavorato di carne macinata di maiale insaccata nella cotica della zampa anteriore, ed il "cotechino", diverso per forma e cotenna ma simile nella lavorazione. Un'altra specialità emiliana che vanta nomi diversi è lo "gnocco fritto": un impasto di acqua, farina, lievito, strutto e sale, lasciato lievitare e steso a sfoglia. Viene poi suddiviso in quadratini e fritto in olio bollente, per essere infine gustato con i salumi locali. Per anni lo gnocco fritto ha rappresentato il cibo tradizionale delle feste popolari e uno degli alimenti principali della colazione contadina. Originaria dell'Appennino invece è la "crescentina", detta anche "tigella" cotta sulla pietra nella caratteristica forma rotonda. Anche in questo caso formaggio, salumi e pesto modenese (ossia lardo misto a rosmarino ed aglio) sono ideali ad accompagnare il tutto.
Ma la provincia di Modena è giustamente famosa per altri due prodotti tipici della tradizione: l'Aceto Balsamico ed il vino Lambrusco. Di aceto balsamico ne esistono due tipi: il primo, "aceto balsamico tradizionale di Modena", è il più costoso, invecchiato anche più di 25 anni, prodotto con i metodi tradizionali, mentre il comunemente chiamato "aceto balsamico di Modena" è un normale condimento di aceto di vino e mosto cotto, prodotto industrialmente e meno costoso. Quanto al Lambrusco, è annoverato fra i più celebri vini rossi frizzanti, di cui ricordiamo le diverse varietà: "Lambrusco di Sorbara" (prodotto nella pianura) dall'aroma delicato e profumo di violetta; "Lambrusco Grasparossa di Castelvetro" (prodotto in collina) dalla gradazione più alta e una caratteristica schiuma rossa. In entrambi i casi si tratta di un gradevole vino da pasto che va assaporato rapidamente, prima che svapori. Non essendo un vino d'annata, esso da il meglio di sè a un anno dall'imbottigliamento. Infine ricordiamo il "Lambrusco Salamino di Santa Croce" (prodotto in tutta la parte nord e ovest della provincia) dal sapore più tannico.
Come non citare i liquori tipici modenesi, quali il Sassolino, dal sapore intenso di anice, tipico della zona di Sassuolo da cui prende il nome, ed il Nocino, ormai di regionale diffusione e dotato di marchio di tutela, è un infuso di alcool dei malli verdi delle noci, lo si raccomanda per le sue ottime capacità digestive, nonchè per l'intenso sapore.
Per concludere piacevolmente questo viaggio fra le terre modenesi, ricordiamo i dolci tradizionali: il "Bensone", un tipico pane dolce cotto al forno e decorato con grani di zucchero, da mangiare tagliato a fette ed intinto nel vino; "l'Amaretto", prodotto nelle migliori pasticcerie, è un dolce morbido composto di mandorle e zucchero; la celebre "torta Barozzi", inventata alla fine del XIX secolo da un pasticcere di Vignola, Eugenio Gollini, così chiamata in onore dell'illustre concittadino Jacopo Barozzi. La torta è tutt'ora prodotta dagli eredi del Gollini secondo una ricetta segreta tutelata da marchio brevettato.







